TRA DIRITTI E DOVERI: IO SONO

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Il progetto “Tra diritti e doveri: io sono” patrocinato dall’U.N.E.S.C.O, è stato realizzato dalla SCUOLA MATERNA NON STATALE PARITARIA “PIO ANTONELLI” di San Martino di Lupari in provincia di Padova. Tale progetto fondato sulla cittadinanza consapevole e sui diritti e doveri si è composto di 2 iniziative:

  1. Un percorso interno alla scuola che ha accompagnato i bambini in un viaggio alla scoperta dei loro e degli altrui diritti, dei loro doveri e delle ragioni che determinano il loro comportamento;

  2. L’apertura di un Punto di Incontro per mamme italiane e migranti; un luogo a carattere multiculturale dove le donne Italiane e straniere residenti nel territorio si sono ritrovate, conosciute, hanno scambiato idee, consigli e saperi e hanno condiviso esperienze.

L’attenzione di questo progetto si è quindi focalizzata sui bambini e sulle madri tenendo conto del loro pensiero, delle loro tradizioni e sensibilità, riconoscendo che l’incontro e il confronto con le diversità ha un importante valore socializzante.

Progetto Interno

Con la fine dell’anno scolastico 2013/2014 anche la nostra scuola giunge al capolinea di un’annata ricca di nuove esperienze; certamente il riconoscimento ottenuto come scuola assocciata UNESO è stato il trampolino di lancio per l’apertura a nuovi orizzonti sul fronte di solidarietà e rispetto.

Il progetto “tra diritti e doveri: io sono” ha coinvolto i bambini delle nostre sei sezioni, due piccoli,due medi, due grandi a consapevolizzare l’importanza del diritto alla propria identità e di conseguenza al dovere di rispettare la diversità, vista come fonte di crescita personale.Ha cercato poi di sensibilizzare i nostri bambini al dovere di non sprecare un bene prezioso e vitale come l’acqua, gratuito e abbondante per noi ma raro e inacessibile per altre persone.

L’intervento e la collaborazione dell’associazione “INCONTRO FRA POPOLI” che in quest’anno scolastico ha promosso la tematica dell’acqua, quale bene vitale per gli uomini, ci ha permesso un’aggancio ed una continuità per formare ed informare i nostri bambini sull’importanza di un’utilizzo corretto.

L’ascolto e la drammatizzazione de “LA PALMA DELL’ACQUA” , canzone dello Zecchino d’oro del Madagascar, è stato il punto di partenza di una riflessione immediata e strutturata.

Ogni bambino ha poi realizzato con materiali di recupero, una piccola palma simbolo concreto di vita, evidenziando il significativo gesto che la piccola protagonista compie nel dar da bere ad una palma “caduta e rinsecchita”, con l’acqua che aveva raccolto faticosamente per la sua gente.

Il secondo step che ha permesso il collegamento tra il diritto fondamentale all’acqua e il diritto fondamentale alla vita è stata la visione di un filmato sulla diversità etnica.

In ogni paese del mondo tutti i bambini giocano a palla e questa palla fugge. Rincorrendo la palla tutti i bimbi si ritrovano in unico campo e la palla diventa multicolore: la palla di tutti.

La riflessione che ha portato i bambini a riconoscere uguaglianze e diversità più o meno tangibili ha aperto l’orizzonte sulla propria individualità e unicità.

La lettura e la drammatizzazione di “CELESTE E LA STORIA DEL SUO NOME” ha suscitato interesse e curiosità facendone conseguire inevitabilmente un braim.storming sui propri nomi e la stesura, in collaborazione con i genitori, di un “questionario gioco” condiviso a scuola insieme a tutti i compagni.

La realizzazione di una propria carta d’identità, ha guidato i bambini alla valorizzazione della propria identità, come essere unico e irripetibile, ma allo stesso tempo al rispetto e alla richezza del diverso.

Punto d'incontro

Presentazione

I tempi di socializzazione delle donne immigrate solitamente risultano essere molto più lunghi rispetto a quello degli uomini. Per il migrante uomo è più facile trovare percorsi di socializzazione, anche solo attraverso l’ambiente di lavoro, mentre per molte donne migranti si pone il problema del riadattamento in un contesto in cui non c’è più la rete di protezione della famiglia allargata. Molte di queste donne vivono il senso della solitudine e l’isolamento a causa di una condizione di sradicamento affettivo. Emarginate e prive di una comunità di riferimento si trovano dipendenti dai propri familiari (marito e figli) che spesso ricoprono il ruolo di mediatori/accompagnatori. Le donne relegate al ruolo di cura della famiglia e al lavoro domestico, specialmente nel primo periodo, non sono informate e preparate ad interagire con il nuovo contesto e le nuove abitudini e quindi possono vivere sentimenti di insicurezza e di incertezza.

L’idea di dare “visibilità e parola” alle donne migranti accanto alle donne italiane, ha portato all’attivazione di un servizio gratuito pensato con l’obiettivo di:

  • creare nuove relazioni partendo dalla conoscenza reciproca e dalla valorizzazione delle diverse culture;

  • sviluppare una rete di solidarietà e dialogo tra donne immigrate e italiane;

  • lavorare insieme per organizzare iniziative sociali nel territorio mettendo in gioco i saperi del gruppo con il fine di promuovere la cultura della pace e della convivenza nell’interesse della collettività.

Inizialmente per rendere visibile questo nuovo servizio si sono distribuiti volantini informativi presso la Scuola materna Pio Antonelli e davanti alla Scuola primaria Duca D’Aosta di San martino di Lupari. Sono stati informati dell’iniziativa la responsabile dei progetti interculturali dell’Istituto Comprensivo di San Martino di Lupari, il Gruppo Caritas, i pediatri che operano nel territorio e l’Amministrazione Comunale e si sono lasciati depliant in alcuni negozi del paese e in Biblioteca

Delle cinquanta donne che sono passate dal punto d’incontro solo una si era presentata perché aveva letto il volantino, le altre avevano deciso di partecipare perché invitate da amiche o da persone di cui si fidavano (vedi Caritas) o che avevano una certa autorevolezza come le insegnanti dei loro figli. Il passaparola è quindi stata la pubblicità migliore per il punto di incontro.

Le partecipanti

Il servizio si è attivato il 4 Dicembre 2013 e si è concluso il 20 Maggio 2014 con una festa interculturale. Gli incontri, ventuno in tutto, si svolgevano in una stanza del Centro Giovanile “Piergiorgio Frassati” a San Martino di Lupari una volta a settimana; il mercoledì mattina dalle 9.00 alle 11.00.

Le donne che hanno partecipato agli incontri provenivano dall’Albania, dall’Algeria, dalla Bulgaria, dal Burkina Faso, dal Burundi, dal Ghana, dall’Italia, dal Kossovo, dalla Nigeria, dalla Romania, dal Togo, dal Vietnam, dalla Moldavia, dal Perù e dal Marocco. Il gruppo delle donne Marocchine, il più numeroso (erano in 9), si è sviluppato nel mese di Aprile, due mesi prima della chiusura del servizio, ed è nato grazie ad un invio fatto a Gennaio da un insegnante. La mamma Marocchina invitata dalla maestra di suo figlio, anche se faceva fatica ad esprimersi in Italiano e a capire ciò che le veniva detto aveva sempre partecipato agli incontri e grazie la suo entusiasmo si sono presentate altre donne del suo paese di origine e una signora in pensione Italiana sua vicina di casa. A livello di numerosità, dopo le donne Marocchine c’è stato il gruppo delle donne Burkinabè (8) e le Italiane(7), seguite a loro volta dalle Kossovare (6).

Il gruppo, eterogeneo sia per quanto riguarda il paese di provenienza, e quindi cultura di appartenenza, sia a livello di scolarità (alcune erano analfabete, la maggior parte aveva finito gli studi dell’obbligo, mentre altre avevano conseguito diploma e laurea) aveva un’età compresa tra i 22 e i 70 anni

Senza tener conto dei bambini che accompagnavano le mamme (indicativamente erano 5), si sono avute in media 20 presenze a incontro. Per i piccoli si era creato un angolo con dei giochi nella stanza dove le donne si incontravano, in modo che potessero stare vicini alle loro mamme . Alcune signore facevano anche 4 km a piedi per frequentare gli incontri.

Le donne si sono avvicinate al Punto d’incontro fondamentalmente attratte dalla possibilità di socializzare con altre persone, uscire di casa e imparare cose nuove. A questo proposito alcune di loro avevano dichiarato nei primi incontri di sentirsi sole e di conseguenza meno sicure e avevano manifestato come aspettative iniziali “il farsi delle amiche”, “poter scambiare informazioni”, “imparare meglio l’italiano”, ecc.

Gli incontri

Le attività sviluppate e i temi trattati sono stati pensati per permettere la comunicazione tra i membri del gruppo; le singole partecipanti sono state messe in condizione di poter ascoltare e parlare, condividere esperienze e sperimentare nuovi modi di relazionarsi, incentivando la coesione.

Gli incontri si aprivano con un gioco cooperativo che aiutava le signore a creare un primo contatto, dove tutte si divertivano in un clima di fiducia e rispetto. Ognuna nel gioco dava qualcosa di sé in una forma che difficilmente metteva in pratica nella quotidianità, condividendo con le altre lo stare bene insieme, sviluppando così un senso comunitario basato sull’accettazione di sé e delle altre.

Privilegiando la logica del coinvolgimento dal basso, le attività, l’orario e il giorno di incontro sono stati stabiliti insieme alle partecipanti anche se non è stato semplice in certe situazioni trovare un accordo.

Sommariamente gli argomenti che si sono condivisi e approfonditi sono stati i seguenti:

  1. Perché è nato il punto di incontro e perché sono qui oggi;

  2. Mi racconto al passato;

  3. Un pezzo della nostra storia attraverso le fotografie;

  4. La partenza dal mio paese, chi sono io adesso;

  5. l’importanza di leggere e raccontare ai nostri bambini, con successiva visita alla biblioteca comunale di San Martino di Lupari;

  6. Lettura del libro “Piccola Macchia” e alcuni suggerimenti su come leggere ai nostri figli;

  7. Come relazionarci con i nostri figli;

  8. L’imbarazzo della differenza nel quotidiano - lettura di alcuni racconti tratti dal libro “Imbarazzismi” di K.Komla – Ebri;

  9. Il significato culturale dei colori;

  10. Gli odori e i nostri ricordi;

  11. Il primo anno di vita di un bambino tra tradizioni e costumi differenti. Visione del documentario “Tutti amiamo i bebè” di Thomas Balmes.

Corso di Italiano per donne migranti

Nel gruppo diverse sono state le donne che non parlavano e capivano la lingua Italiana. Chi non capiva di solito stava vicina alla connazionale che comprendeva e si esprimeva bene in Italiano la quale traduceva quello che veniva detto durante l’incontro. In questo modo nessuna era esclusa dalla conversazione per problemi linguistici.

Proprio per questo motivo però durante gli incontri era emersa una generale consapevolezza dell’importanza che ha lo sviluppo della competenza d’uso della lingua italiana “per potersi esprimere in maniera adeguata”, “muoversi autonomamente”, “aiutare i bambini nei compiti”, “essere per i figli un punto di riferimento”. Infatti, diverse donne del gruppo a causa delle carenze linguistiche si sentivano tagliate fuori dal percorso di formazione dei figli e quindi avevano manifestato l’esigenza di apprendere l’italiano anche per riappropriarsi della loro condizione genitoriale.

Si era inoltre constatato che i corsi di educazione permanente della zona non potevano essere frequentati dalle donne perché orari, sedi e offerta formativa non si conciliavano con i loro tempi. Per tale motivo tre volontarie del gruppo, due italiane e un’ albanese, avevano dato la loro disponibilità per attivare un corso di formazione linguistica gratuito, destinato alle donne immigrate della zona.

A tale proposito dal Punto di incontro era nato un gruppo dal nome “Donne Arcobaleno” che aveva richiesto, con la presentazione di un progetto, all’amministrazione comunale di San Martino di Lupari, uno spazio per attivare nel paese uno corso di italiano per donne migranti.

Così per 3 mesi, dal 25 Febbraio al 27 maggio 2014 ogni martedì dalle 9.00 alle 10.30 nelle strutture del Centro Polivalente si sono tenute le lezioni. Hanno aderito alla proposta 35 donne, alcune analfabete, con una media di 25 presenze a incontro. La maggior parte di loro era residente a San Martino di Lupari, quattro erano di Tombolo, una di Cittadella, una veniva da Galliera Veneta e una da Treville.

Per favorire la partecipazione alle lezioni, come sopra citato, si era tenuto il corso in una fascia oraria mattutina con la possibilità di un servizio di baby sitting per i bambini piccoli che accompagnavano le loro mamme. Lo Spazio Bimbi ha facilitato la partecipazione delle mamme al percorso, inoltre i bambini hanno avuto l'opportunità di sperimentare momenti di lontananza dalla madre; socializzare con altri bambini; apprendere le prime regole di base in previsione dell’inserimento alla scuola materna ed esporsi alla lingua italiana. Questo spazio è stato gestito a turno da gruppo “Donne Arcobaleno”.

Apertura del gruppo ad altre esperienze

Durante questa esperienza vissuta con entusiasmo sono nati rapporti informali di amicizia, iniziative e collaborazioni con altri gruppi di volontariato. Le partecipanti da semplici fruitrici, erano diventate parte attiva di un processo di cambiamento e di crescita che le stava coinvolgendo insieme. Per le donne il punto d’incontro ha significato il poter fare, dare cioè il proprio contributo per creare un qualche cosa che prima non c’era, utile per loro e per quelle donne che in futuro avranno bisogno di un aiuto, di amicizia, di confrontarsi, di potersi sentire se stesse, “di non fingere per sentirsi accettate….”, etc.

Alcune delle donne che hanno partecipato al Punto di Incontro sono diventate protagoniste anche di altre esperienze. Chi era brava nel cucito e a uncinetto è entrata a far parte del gruppo di mamme della scuola Pio Antonelli “Cucito con il cuore” e quattro signore (un’Algerina, due Romene e una Burkinabè) hanno partecipato a un corso per volontari che seguiranno pazienti affetti da Alzheimer o patologie simili presso un Centro Sollievo a San Martino di Lupari.

Il gruppo “Donne Arcobaleno” insieme al gruppo “Cucito con il cuore” nel mese di Aprile ha realizzato delle rose di carta crespa che i bambini che frequentano la Scuola Pio Antonelli hanno regalato alle loro mamme il giorno in cui si festeggiava la Festa della Mamma. Ogni fiore aveva un biglietto di Auguri e il nome del gruppo “Donne Arcobaleno”. Questo è stato un modo per dare visibilità al gruppo facendo allo stesso tempo un gesto gradito alle mamme.

Con l’inizio della collaborazione con il gruppo “Cucito con il cuore”, su richiesta delle donne, si sono tenuti alcuni incontri autogestiti di ricamo e uncinetto. È emerso un forte entusiasmo da parte della maggioranza delle signore perchè chi sapeva poteva mettere a disposizione il suo conoscere a servizio delle altre, che erano a loro volta desiderose di imparare. Il fare insieme dava la possibilità di relazionarsi in piccoli gruppi in modo rilassato ma stimolante con momenti di “chiacchera” e risate. Inoltre ha incentivato lo scambio di conoscenze e di idee, utile alla formazione dello spirito di gruppo.

 

Festa di fine progetto e conclusioni

 Il 20 Maggio con una Festa si è concluso il Corso di Italiano per donne straniere e il Punto di incontro per mamme italiane e migranti. La festa, per salutarci e augurarci buone vacanze si è tenuta durante la mattinata presso le strutture del Centro Polivalente e ha coinvolto circa una cinquantina di donne. Le partecipanti hanno preparato piatti tipici del loro paese che hanno messo a disposizione per il rinfresco trasformando l’evento anche in uno scambio culinario Interculturale. Canzoni e musiche etniche hanno fatto da sottofondo! Durante l’incontro l’Assessore alle politiche familiari ha consegnato personalmente gli attestati di frequenza a 35 donne che hanno partecipato con impegno e successo al Corso di Italiano.

Alla fine del progetto tutte le partecipanti hanno espresso commenti molto positivi sul tipo di esperienza fatta e hanno suggerito di continuare l’attività intrapresa insieme. Non sono mancate proposte per ampliare il progetto dando spazio ai loro interessi e bisogni, quali:

“fare dei corsi gratuiti per imparare qualche cosa di nuovo”, “…orto comunitario”, “continuare con il corso di italiano per donne straniere”, “fare lavori manuali con ago, uncinetto e ferri di lana”, “incontri con esperti su come educare i figli”, “le donne e i loro diritti”, “creare un libro di favole dal mondo”, “conoscere meglio la scuola dei nostri bambini”, “corso di pittura e riciclo di oggetti che non vengono più usati”, “conoscere la cultura italiana”.

 Per concludere, grazie a questo progetto è stato sperimentato uno dei tanti cammini per promuovere l’incontro con l’altro, il confronto, lo scambio culturale e il rispetto nell’ottica di una cittadinanza attiva. Si ritiene pertanto utile poter condividere l’esperienza fatta e stabilire ponti con le altre realtà del territorio, cercando in futuro di percorrere nuove strade insieme. In questa prospettiva le attività sviluppate sono da considerarsi una prima tappa di un processo di progressivo coinvolgimento delle donne in iniziative di partecipazione che producono un cambiamento, verso una reale integrazione e inclusione sociale.

Allegato 1

 

PUNTO D’INCONTRO PER MAMME ITALIANE E MIGRANTI 

 

Care mamme,

 

apre uno spazio di incontro per donne migranti e italiane.

 

Questo servizio si fonda sul volontariato e vorrebbe diventare un luogo a carattere multiculturale dove ritrovarsi, conoscere altre mamme, scambiare idee e consigli e condividere esperienze.

 

Un momento gratuito con l’obiettivo di creare una rete di solidarietà e dialogo all’interno della comunità di San Martino di Lupari tra mamme migranti e italiane.

 

Vi aspettiamo in Centro Giovanile - stanza David (vicino alla scuola dell’Infanzia Pio Antonelli) ogni mercoledì mattina dalle 9.30 alle 11.00.

 

Per informazioni tel. al ……………………………….

 

Questa proposta è all’interno del progetto patrocinato dall’UNESCO “Tra diritti e doveri, io sono “ della Scuola dell’Infanzia Pio Antonelli.

Allegato 2


Presenze punto di incontro in base alla nazionalita’

ALBANIA

2

ALGERIA

1

BULGARIA

1

BURKINA FASO

8

BURUNDI

1

GHANA

4

ITALIA

7

KOSSOVO

6

MAROCCO

9

NIGERIA

3

ROMANIA

3

TOGO

1

VIETNAM

1

MOLDAVIA

2

PERU'

1







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