Il Regno di Dio cresce e si diffonde nella storia

Posted by admin on maggio 8, 2013

A cura di D. Livio
 
In questi mesi ho ripensato più volte ad alcune parole lette nel Vangelo di Marco: “Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglio e cresce. Come, egli stesso non lo sa” (Mc 4,26-27).


Questi versetti della Scrittura hanno accompagnato la mia meditazione spirituale e anche il tentativo di lettura della vita “ordinaria e straordinaria” di questo tempo.


Il regno di Dio, di cui parla l'evangelista Marco, è la vita degli uomini e delle donne secondo lo stile del Vangelo di Gesù, cioè l'esistenza caratterizzata dalla giustizia, dal rispetto, dall'amore, dalla verità e dalla pace.

Come credenti cristiani abbiamo, nella fede, la certezza che il regno di Dio si diffonde nel mondo, vicino e lontano da noi.

Il seme di questo regno, come abbiamo letto nel Vangelo, cresce spontaneamente, cioè si fa spazio nella storia della nostra umanità.

È decisiva la consapevolezza che questo regno si espande a prescindere da noi, dal nostro esclusivo impegno. Cioè, prima di tutto, un'azione di Dio silenziosa, nascosta, costante. Crediamo che sia così o tutto dipende dall'uomo?

La cultura di oggi esalta l'attività umana fino a mettere l'essere umano al posto di Dio. Ecco il peccato “originale”, le cui tracce sono sempre visibili nel cuore dell'uomo.


Ho ripensato alle tante. attivita delle famiglie, della comunità parrocchiale, della comunità civile e mi sono chiesto: “È tutto necessario o c'è qualcosa prioritario, essenziale?”
“Come continuare a lavorare e a servire consapevoli che il seme cresce da sé e spontaneamente?”

Accanto all'azione di Dio, riconosciuta e accolta, occorre la nostra calma, serenità e fiducia. È necessaria la perseveranza nel cammino intrapreso in ogni ambiente di vita, con le scelte piccole e grandi compiute e da compiere.


Il Signore non ci invita ad essere delle persone che si cullano nell'ozio, nel disimpegno, nell'indifferenza, ma ci provoca a continuare a seminare con fiducia nella sua opera.

Non siamo chiamati a fare cose straordinarie ma ad intervenire nell'ordinario della vita con la consapevolezza che fidandoci di Lui e lasciandoci condurre dal suo Spirito possiamo essere straordinari in ogni azione quotidiana. Dobbiamo vegliare sui segni del regno che crescono ma pure dormire in pace.


Senza forzature nell'interpretazione della scelta e della testimomanza del Papa emerito Benedetto XVI mi permetto di dire che abbiamo ricevuto un insegnamento grande.


Il Signore ci ha fatto "guardare" un uomo credente cristiano Pastore della Chiesa universale, profondamente attento alle vicende dell'umanità e sapiente nel discemere la volontà di Dio sulla storia della Chiesa e del mondo.


Questo testimone della fede in Dio e dell'amore per la Chiesa a servizio del mondo, ci sta educando ad essere delle donne e degli uomini spirituali e credenti adulti, cioè persone abitate dallo Spirito, incamate nella vita e impegnate a servire il regno di Dio con profonda consapevolezza delle proprie capacita dei propri limiti ma soprattutto del primato dell'azione di Dio.

Il coraggio, la fede, l'onestà, la passione, I'amore e specialmente l'umilta di Benedetto XVI ci siano di sprone per essere attivi nella crescita del regno di Dio e contemporaneamente fiduciosi che spontaneamente e serenamente
i semi del regno germogliano e crescono.

La scelta che il Papa emerito ha fatto come Gesu di restare sul monte in preghiera, è la sfida ancora piu credibile e potente di cio che è essenziale e prioritario perchè il regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace continui a diffondersi.

Don Livio


Situazione Economica anno 2012

Posted by admin on maggio 8, 2013

Pubblichiamo, con le stesse modalità degli scorsi anni, i dati del Bilancio parrocchiale dell'anno 2012.
Le entrate e le uscite sono elencate in dettaglio e suddivise nei vari settori (Chiesa, Carità e Missioni, Scuola dell'infanzia, Casa Alpina, Associazione Noi e Centro Giovanile, Polisportiva).


Come si può rilevare dalla situazione finanziaria, il debito con le banche, originato dall'intervento di ristrutturazione della Scuola Pio Antonelli, è diminuito di ben 300mila euro, grazie ad una riorganizzazione della gestione che ha permesso il contenimento di alcune spese, da una parte, ed un considerevole incremento delle entrate dall'altra.
In particolare, sono aumentate le offerte nei cestini di oltre il 10% e sono state attuate iniziative e concretizzate richieste che hanno portato nelle casse parrocchiali dei contributi derivanti dall'8% della C.E.I. (50 mila euro nel 2012 ed altrettanti nel 2013) e maggiori e significative offerte da parte di associazioni, enti e singoli parrocchiani, coinvolti tutti nel ripianamento del debito e nel sostenimento economico delle tante strutture e attività parrocchiali.


Si ringraziano tutti i volontari, gruppi, associazioni, che partecipano alla vita della parrocchia e che, grazie anche alla loro
gratuita disponibilità, consentono un effettivo risparmio delle spese.
Le voci di entrata e di spesa sono elencate in modo chiaro nel rendiconto; per eventuali o ulteriori precisazioni l'ufficio
amministrativo è a disposizione.


Il C.P.A.E.

Scarica il documento cliccando qui: bilancio.pdf 

 


Giubilei - Intervista a D. Livio

Posted by admin on maggio 12, 2013

A cura di Plinia Mason e Laura Daminato

Com 'è nata la sua vocazione alla vita sacerdotale?


Mi sono diplomato a vent'anni perito agrario-enologo a Conegliano. Già da due anni erano sorte in me le domande: “Perché no prete?” e "Chi ci Sarà un giorno ad annunciare il Vangelo alle persone ?"

Sono stato accompagnato a fare chiarezza in me fino a che si è confermata la mia risposta definitiva al Signore, Iasciando la prospettiva di una famiglia e di una professione che mi attirava.

Sono entrato quindi nella comunità del seminario di Treviso, inizialmente anche con qualche resistenza da parte di mio padre, che con il tempo si è però tramutata in serenità e poi in gioia al momento dell'ordinazione.

Ultimato il percorso formativo e iniziato il servizio come semìnarista in parrocchia, il 30 aprile 1983, sono stato ordinato sacerdote.

La mia decisione è maturata in particolare attorno a due prospettive importanti:

  • diventare ed essere un uomo di Dio, in profonda relazione con il Signore;
  • essere fratello tra fratelli

ln questi trent'anni ho cercato di vivere questa duplice dimensione e di trasmetterla anche a tanti giovani che ho avuto la possibilità di accompagnare nella ricerca vocazionale.

 

Le diverse esperienze fin qui vissute come hanno segnato e arricchito la sua vocazione?
Ci sono stati momenti di difficoltà o di dubbio?


Nel tempo è maturata in me la consapevolezza di essere un semplice strumento di cui il Signore si serve per aiutare le persone ad essere uomini e donne di speranza, in modo particolare oggi e in tante situazioni di disagio.

Nella mia vita sono state molto importanti l'umanità, intesa come condizione per veicolare e mediare l'annuncio del Vangelo, la relazione con le persone, la vicinanza con la condivisione delle gioie e delle sofferenze.

Due momenti del ministero sono stati e sono sempre per me molto coinvolgenti: la Confessione e l'accompagnamento degli ammalati, perché questi momenti mi permettono di vedere la misericordia, la tenerezza e la consolazione di Dio. In essi ripercorro i momenti della vita di Gesù quando, passando accanto agli ammalati e ai peccatori, guariva le loro ferite.

L'impegno nel ministero è stato più facile nel servizio pastorale nelle varie parrocchie come cappellano e parroco, più impegnativo invece nel servizio alla diocesi, ma questo dettato soprattutto dai tratti della mia personalità, perché mi Sento più portato ad essere pastore tra la gente.

La forza nei momenti di fatica l'ho sempre trovata e la trovo nella preghiera, ricavando ogni giorno del tempo per stare con il Signore.

Mi è sempre stata di notevole aiuto nella mia vita spirituale e nel ministero anche la condivisione con altri preti grazie alla convivenza nella stessa casa, in una relazione fraterna, dove ci si aiuta ad accettare le diversità, ma dove ci si vuole bene e si lavora in sinergia. Questo è indispensabile e determinante anche nella prospettiva nuova di collaborazione pastorale tra parrocchie e per un necessario equilibrio rispetto al notevole carico di impegni pastorali per noi preti oggi.

Accanto, poi, alla positiva collaborazione con i vescovi e i preti ho riconosciuto doveroso e prezioso il cammino compiuto con le persone consacrate e con i tanti laici incontrati nelle varie realtà del ministero.

Posso dire che il confronto e la collaborazione con i laici mi hanno aiutato a servire la Chiesa, valorizzandoli, in una crescente corresponsabilità nell'attività e nell'azione pastorale.

In diversi momenti della mia vita persone e situazioni hanno confermato il dono che ho fatto di me, rispondendo a questa chiamata del Signore, sentendomi al mio posto, in obbedienza al progetto di Dio e alla sua volontà sulla mia persona.

 

Alla luce della sua esperienza di vocazione sacerdotale, che messaggio sente di dare soprattutto ai giovani che si stanno interrogando sul loro futuro?


Ringrazio anzitutto il Signore per il dono di questa vocazione che mi ha permesso di maturare come cristiano, servendo il Signore e accompagnando le persone. Sono felice della mia scelta, senza nascondere che vi sono anche delle difficoltà, come in tutte le vocazioni. 

Ai giovani, in particolare, mi sento di dire con verità che è bello ed è una ricchezza speciale comprendere la vocazione del Signore e rispondere, anche consacrando la propria vita per i fratelli. Noi siamo in un 'tempo di crisi della vocazione, di tutte le vocazioni, e la crisi è nel dare una risposta affermativa. Questo può essere motivato dal fatto che manca o è fragile un'esperienza di fede in Gesù Cristo e quindi diventa faticosa una risposta fondata solo sulle proprie forze e non sulla grazia del Signore.

 

Dove vede più urgente il suo impegno in questo tempo?


lo oggi sento la mia vita piena, ricca, significativa dentro la comunità di San Martino, e rivolto alle persone a cui sono chiamato nel servizio. 

Con la maturità spirituale e ministeriale del ministero sacerdotale, sento che il servizio a cui sono chiamato deve puntare all'essenziale, cioè annunciare Gesù Salvatore, colui che da senso e significato alla vita delle persone e vivere il ministero nella logica del servizio: gratuità nel tempo, nei mezzi, nella persona.

Nella prospettiva attuale, il mio impegno vuole essere quello di aumentare in questa comunità e soprattutto nei giovani, il coraggio, la fede e la gioia di donarsi nell'amore per sempre, nella vita matrimoniale, ma anche come sacerdoti, religiose, missionari...

Per la comunità in generale le linee prioritarie di un servizio come prete riguardano un grande passaggio dall'essere semplicemente persone religiose a diventare dei credenti cristiani che giocano la propria esistenza nella relazione con il Signore e nella carità verso gli altri, come dei testimoni credibili.

 

Come mai la scelta di festeggiare i suoi trent'anni di sacerdozio assieme ai giubilei di matrimonio e ad altri di vita consacrata?


Questa scelta di festeggiare, ma soprattutto di ringraziare il Signore assieme ad altri religiosi e con tante coppie di sposi, è maturata dal fatto di sentire la comunità preziosa e ricca grazie a tutte le vocazioni.

 


Giubilei di Matrimonio e Vita Religiosa

Posted by admin on maggio 12, 2013

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La lettera pastorale del nostro Vescovo "Una meraviglia ai nostri occhi. Cristiani adulti in una Chiesa adulta”, del 2011, sembra aver ispirato il giubileo di matrimonio di oltre un'ottantina di coppie, cui si sono aggiunti il giubileo sacerdotale di don Livio (30 anni), di don Stefano Moino (20) e 50 anni di professione di suor Angelina Bergamin e suor Stella Pia Boratto.

L'obiettivo di "aiutare ia comunità a prendere coscienza deifurgenza di una nuova evangelizzazione e della necessità di investire energie sulla formazione degii adulti” (cfr mons. Lucio Bonomo, Avvenire, 21 aprile 2013) passa anche attraverso queste celebrazioni.

La cura con la quale la festa è stata preparata spiritualmente dai nostri sacerdoti e per la parte organizzativa da molte persone, si è espressa nell'intuizione già realizzata l'anno scorso di estendere al massimo I'arco degli anniversari (dai 10 ai 65 ed oltre), confermando cosi la volontà di trasformare un evento privato all'interno della coppia e della famiglia in una straordinaria occasione di esperienza comunitaria. Nella consapevolezza che, soprattutto in questi tempi difficili e "precari", è necessario testimoniare la validità e fattibilità di un impegno per sempre davanti a Dio ed alla comunità cui apparteniamo.

La redazione di "Comunità in Servizio"


Inizia il GRE.ST. 2013!

Posted by admin on maggio 19, 2013

Come ogni anno, la Parrocchia e il Circolo NOI P.G. Frassati organizzano il GRE.ST.

Il via è fissato per Lunedì 17 Giugno.

Ecco tutte le date:

  • Domenica 16 Giugno: messa di apertura con genitori e ragazzi alle ore 10:00 presso il campo sportivo del Centro Giovanile.
  • Lunedì 17 Giugno: inizio del GRE.ST. in Centro giovanile.
  • Venerdì 21 Giugno: ospiti nel villaggio degli Gnomi ad Asiago
  • Mercoledì 26 Giugno: serata con genitori e ragazzi animata dal gruppone missionario
  • Venerdì 28 Giugno: Oasi Rossi (Farfalle e tanti giochi)
  • Venerdì 5 Luglio: Acquaestate Noale
  • Venerdì 12 Luglio: Grande Serata Finale!

Le iscrizioni si terranno presso il Centro Giovanile dalle 15:30 alle 18:30 in queste date:

  • Martedì 21 Maggio
  • Mercoledì 22 Maggio
  • Giovedì 23 Maggio
  • Venerdì 24 Maggio

Quota di iscrizione:

  • 1 settimana: 20 Euro
  • 2 settimane: 40 Euro
  • 3 settimane: 55 Euro
  • 4 settimane: 65 Euro

Se vi sono fratelli, la seconda iscrizione viene pagata 10 Euro per settimana (+5 Euro per la maglietta).

NB: Per chi non ha ancora la tessera del Circolo N.O.I., la faccia quanto prima presso il Bar del Centro Giovanile (è necessaria per essere assicurati!)

Scarica il volantino del GRE.ST. 2013!

 

 



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